Alta Via Lagorai Panorama, giorno 2, un magnifico trekking con i bambini di quattro giorni nella catena del Lagorai | Dolomitiebambini - Dolomiti & Bambini

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ALTA VIA LAGORAI PANORAMA
GIORNO 2 - QUANTA PIOGGIA
Eravamo a Ponte Campivelo (mt 1499) con le nostre tende e dopo aver scampato un temporale durante la notte, ci siamo svegliati con una giornata nuvolosa ma che ci ha permesso di sgomberare tutto senza problemi.
Lasciamo il posto pulito ed in ordine come l’abbiamo trovato e ripartiamo per il nostro giro.
Zaini in spalla imbocchiamo, al termine della strada forestale, il sentiero 332; attraversiamo subito un ponte di legno dove sotto scorre il Rio Caserine, e, camminando nel bosco costeggiando sempre il corso d’acqua, con una tosta salita arriviamo sulla Piana di Caldenave.
Una magnifica distesa di verdi prati dove in mezzo scorre un ruscello e poco più in alto ecco comparire il Rifugio Caldenave (mt 1789).
Tappa dell’alta via Lagorai Panorama e dell’Alta Via del Granito, non solo posizionato in un posto idilliaco e circondato dal Gruppo del Cimon Rava con proprio alle spalle la magnifica cima di Caldenave (mt 2433), ma può essere meta, senza dover fare tutto questo giro, di un’escursione in giornata per concedersi pace e relax in un posto veramente unico.
Un ultimo sforzo e siamo arrivati; il rifugio è aperto quindi ci concediamo una prima pausa e una seconda colazione, nel mentre il cielo cominciava a rannuvolarsi.
Lasciamo il rifugio alle nostre spalle e continuiamo a camminare sulla piana di Caldenave, (mi raccomando di stare sempre sulla piana e non di iniziare ad addentrarsi nel bosco, segnavia e cartelli fuorvianti, perché si allungherebbe solo di più il percorso) fino a trovare un bivio dal quale seguiamo le indicazioni per Forcella Orsera. Tenendo decisamente la sinistra la attraversiamo in senso orizzontale fino a trovare un masso con l’indicazione per la piccola ma selvaggia Val Orsera.
Da qui, abbandoniamo il sentiero 332 e continuiamo sul sentiero 373A dove inizia una vera e tostissima salita su uno stretto sentierino, che ci porta ad un pianoro dal quale si apre, davanti a noi, un gran anfiteatro in un ambiente duro e selvaggio che ci rende perfino difficile capire dove dobbiamo proseguire.
Avanziamo, seguendo i segnavia sulla roccia, il sentiero è sempre ben segnalato quindi non c’è rischio di perdersi, fino alla base della montagna e solo da lì riusciamo a scorgere dove prosegue il sentiero: in decisa salita e su pietraia.
Risaliamo con la dovuta cautela, il fianco della montagna, capendo solo, mano a mano che avanziamo, dove dobbiamo andare. Finito il tratto su pietraia, procediamo su un sentierino a mezzacosta che ci porta ad un tratto attrezzato con corda.
Risaliamo anche questo tratto, che seppur breve è reso più difficile dal carico pesante degli zaini, fino ad arrivare alla Forcella Orsera (mt 2289).
Peccato per le nuvole che non facevano vedere un granché ma il paesaggio deve essere stato veramente molto suggestivo.
Ormai tardi, visto che era quasi l’una, lì in forcella, in un piccolo anfratto in mezzo al nulla, mentre vedevamo le nuvole scorrere velocemente sopra di noi, dandoci l’illusione che il tempo forse sarebbe migliorato, ci prepariamo il pranzo e facciamo una pausa.
Zaini di nuovo in spalla e continuiamo seguendo le indicazioni per Forcella delle Buse Tedesche, alla quale comunque non si deve arrivare perché poco prima si troverà un bivio dal quale bisognerà procedere per Forcella Magna.
Ci incamminiamo quindi, sul sentiero 373, uno stretto sentierino, molto esposto, che però ci fa procedere senza molta fatica perché in falsopiano.
Inizia a gocciolare, non ci facciamo molto caso, sembravano le solite due gocce giusto per dare fastidio, invece ancora prima di arrivare al bivio, la pioggia si fa più insistente, tanto che ci vediamo costretti a fermarci e mettere le giacche per la pioggia e coprire gli zaini.
L’ultimo tratto in salita di questo sentiero ci porta al bivio del quale vi parlavo prima e dal quale teniamo la destra seguendo le indicazioni per Forcella Magna seguendo sempre il sentiero 373, facente parte, questo tratto, anche dell’Alta Via del Granito.
Da questo punto, non lascerà mai un attimo di tregua, le nuvole si facevano sempre più basse e la visibilità calava notevolmente, tanto che, ad un certo punto, decidiamo di ripararci un attimo in una grotta, anche se per poco perché, stando fermi, il freddo cominciava a farsi sentire, era meglio restare in cammino.
Ad un certo punto scorgiamo un piccolo tetto, ci avviciniamo era il Bivacco Lasteati (mt 2303), veramente piccolo con dentro un tavolo e un posto letto che nemmeno ci saremo stati.
Continuiamo il nostro cammino, a ricordo di quello che indicava la cartina, visto che con la pioggia non riuscivamo a tirarla fuori, dal bivacco non doveva mancare molto per la forcella. Le nuvole erano talmente fitte e basse che non ci facevano vedere assolutamente niente, tanto che poco prima di arrivare in forcella non ci eravamo proprio accorti che stavamo costeggiando un lago veramente grande.
Il nostro programma era, una volta arrivati a Forcella Magna, di proseguire per il Rifugio Brentari Cima d’Asta, ma oltre ad essere tardissimo con quel tempo non era il caso.
La pioggia non smetteva, ormai avevamo anche i pesci dentro le scarpe, una volta arrivati a Forcella Magna (mt 2117) decidiamo quindi di proseguire subito sul sentiero che avremo dovuto fare il giorno dopo verso il Passo Cinque Croci.
Non so come, ma riusciamo a dare uno sguardo veloce alla cartina e vediamo che lungo quel sentiero ci sono dei laghetti quindi un posto che ci avrebbe permesso di posizionare le tende. Prendiamo il sentiero 326 e continuiamo fino ad arrivare al Passo dei Lasteati con i suoi omonimi laghetti ed in un momento di tregua, ed in un posto che non fosse ormai un acquitrino, riusciamo in tutta fretta a montare le tende. Giusto in tempo e poi di nuovo a gocciolare, eravamo talmente provati che non avevamo nemmeno fame. Ci prepariamo solo un the caldo e poi dentro il sacco a pelo a scaldarci.
Il fatto di non aver mangiato niente, l’abbiamo però pagato il giorno dopo!!
Dislivello: mt 1008 in salita; mt 400 (circa) in discesa
Lunghezza del percorso: Km 14
Tempo di percorrenza: 8 ore di cammino
Ponte Campivelo a Rifugio Caldenave 1 ora; Rifugio Caldenave a Forcella Orsera 3 ore; Forcella Orsera al bivio Forcella Buse Tedesche 30 minuti; dal bivio ai Laghetti dei Lasteati 3 ore e 30 minuti;
Cartografia: Tabacco 1:25.000, Foglio 58, Valsugana – Tesino, Lagorai – Cima d’Asta

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