RIFUGIO BARRICATA
30 Dicembre 2025
Un cammino verso la “Finlandia d’Italia”!
Ci sono luoghi che sembrano appartenere a un altrove,
e la Piana di Marcesina è uno di questi. Partire da Valmaron e dirigersi verso
il Rifugio Barricata significa attraversare un altopiano che, soprattutto
d’inverno, si trasforma in un piccolo frammento di Nord Europa: temperature
rigidissime, silenzi profondi e distese bianche che le sono valse il soprannome
di Finlandia d’Italia.
Questa escursione non è solo un percorso tra boschi e
radure, ma un viaggio dentro un paesaggio che cambia passo dopo passo,
regalando sensazioni di isolamento, libertà e meraviglia. Un itinerario
perfetto per chi ama la montagna autentica, quella che non ha bisogno di
effetti speciali per lasciare il segno.
La Piana di Marcesina, vasta altura situata a nord-est
dell’Altopiano dei Sette Comuni tra le province di Vicenza e di Trento, è
caratterizzata da diverse peculiarità che la rendono un ambiente unico in ogni
stagione. D’estate per le torbiere e le rarissime piante carnivore mentre
d’inverno per le temperature rigide che la caratterizzano. Il microclima che
qui si viene a creare fa scendere il termometro di parecchio sotto lo zero, un
evento unico visto che la piana si trova a soli mt 1300 sul livello del mare. D’inverno
si raggiungono temperature bassissime mediamente -20°, con minime storiche di
-34° nel 2005, ma con un rialzo termico diurno che rende meno pungente il
freddo nelle ore di sole.
Da FELTRE A VALMARON
Arrivando da Feltre si percorre per un breve tratto della
Valsugana per poi seguire le indicazioni per Enego. Superato il paese, si
prosegue fino ad arrivare in località Valmaron dove si può lasciare la macchina
nei pressi del Rifugio Valmaron (mt 1350).
Lasciandosi il rifugio sulla destra si continua verso
il Centro Fondo Enego-Marcesina. Prima di accedere ai sentieri è necessario pagare
un biglietto di euro 4, (gratuito sotto i 10 anni), per l’accesso ai sentieri.
L'INIZIO DEL PERCORSO
Alla fine del parcheggio del centro fondo si imbocca
il sentiero 869, che bisogna una strada forestale battuta che parte subito con
una salita decisa.
Dopo circa km 1,1 si raggiunge un bivio: a sinistra si
prosegue sulla pista pedonale “panoramica”, mentre si tiene la destra per
continuare sempre su sentiero pedonale ma con indicazione anche per l’Aquila
Vaia.
Qui inizia il tratto forse più faticoso dell’escursione,
ma dura poco: la salita al Passo della Forcellona (mt 1435). Una volta
raggiunto, la vista dall’alto sulla piana ripaga ampiamente lo sforzo.
Da questo punto si può scegliere se scendere
direttamente sulla piana, accorciando il percorso, oppure - come abbiamo fatto noi - tenere la destra
proseguendo sulla strada più alta, seguendo il Sentiero dei Cippi.
Da qui l’escursione diventa davvero molto piacevole.
Un lungo tratto in leggera discesa porta ad inoltrarsi nel bosco fino a
raggiungere un nuovo bivio.
Le indicazioni sono chiare: si svolta a sinistra e poco
dopo compare anche il cartello per il Rifugio Barricata. Il panorama torna da
aprirsi, mentre un silenzio quasi surreale, rotto solo dal rumore dei passi
sulla neve, accompagna il cammino su una strada quasi completamente
pianeggiante.
Si superano alcune vecchie malghe e seguendo sempre su
il percorso pedonale, si attraversa a piedi il confine tra veneto e trentino entrando
nel Comune di Grigno. Ancora qualche curva e si intravede già il profilo della
grande scultura in legno dell’aquila Vaia, posta su una piccola altura.
L’AQUILA VAIA E IL MONTE CUCCO
Un’ultima breve salita porta sul Monte Cucco (mt 1387) dove la scultura appare in tutta la sua imponenza.
L’Aquila Vaia è una scultura di legno alta circa 6,5-7 metri, lunga 5 metri e considerata la più grande aquila in legno d’Europa. Un’opera che non punta solo a stupire per dimensioni, ma che porta con sé una storia precisa. Nasce infatti dal legno degli alberi abbattuti dalla tempesta Vaia del 2018. Con le ali spalancate e lo sguardo rivolto verso i versanti colpiti, sembra ricordare che la natura può ferire ma anche ripartire.
ARRIVO AL RIFUGIO BARRICATA
Scendendo dal Monte Cucco e tornando sui propri passi, si raggiunge in breve il Rifugio Barricata (mt 1350). Situato al centro della Piana di Marcesina, una gran distesa di pascoli circondata da boschi di conifere, che in inverno si veste di bianco. Una delle oasi europee a più alta densità di biodiversità, individuata dalla Comunità Europea come Zona a Protezione Speciale.
Il rifugio, aperto nei mesi di dicembre, gennaio, febbraio e marzo diventa un valido punto di appoggio per un gustoso pranzo o per riscaldarsi nelle giornate più fredde.
IL RITORNO
Per il rientro si ripercorre solo un tratto del
sentiero di andata. Ad un certo punto, invece di svoltare a sinistra, si prosegue
dritti verso l’Albergo Marcesina.
Una volta raggiunto, si tiene la destra, e si inizia
ad attraversare la piana.
L’ultima salita, breve ma intensa, riporta al Passo
della Forcellona. Da qui il percorso coincide con quello dell’andata fino al
parcheggio.
Dislivello: mt 330
Tempo di percorrenza: 2 ore per arrivare all’aquila Vaia, 5 minuti per il Rifugio Barricata, 1 ora e mezza per il ritorno;
Lunghezza del percorso: km 12,7 tutto il giro (tratto di andata km 7, per il ritorno km 5,8)
Cartografia: Tabacco 1:25.000, Foglio 50, Altopiano dei Sette Comuni, Asiago - Ortigara
Escursione Invernale: informarsi circa l'evoluzione del manto nevoso nell'ultimo periodo in modo da prepararsi con la giusta attrezzatura; consultare i Bollettini Valanghe emessi dagli organi preposti.
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