Rifugio Campogrosso e Ponte Tibetano Avis con i bambini in una bellissima avventura a Valli del Pasubio | Dolomitiebambini - Dolomiti & Bambini

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RIFUGIO CAMPOGROSSO E PONTE TIBETANO AVIS
  
Un’altra escursione da non perdere, fattibile anche nei mesi autunnali (noi ci siamo stati a novembre), per poter ammirare così i bellissimi colori, oppure da segnare per la bella stagione è quella che porta al Rifugio Campogrosso passando per il Ponte Tibetano Avis.
Siamo andati ancora una volta nelle Prealpi Vicentine tra le piccole Dolomiti.
In macchina abbiamo raggiunto il passo Pian delle Fugazze, un valico alpino situato tra le province di Vicenza e Trento e che separa la catena del Sengio Alto dal massiccio del Pasubio.
Proprio in cima al passo, abbiamo lasciato la macchina, nel primo parcheggio a disposizione sulla sinistra (Euro 0,50 all'ora). Ce ne sono anche altri e sono tutti a pagamento.
A piedi ci siamo incamminati seguendo in principio le indicazioni per l’Ossario del Pasubio e Ponte Avis.
Camminando su una strada asfaltata, dove passano anche le macchine, in quanto passata Malga Cornetto, si possono trovare altri due parcheggi, arriviamo ad un bivio.
Prima di proseguire verso destra per il Rifugio Campogrosso, nostra meta della giornata, facciamo una piccola deviazione verso sinistra per andare a visitare l’Ossario.
Il Sacrario militare del Pasubio anche noto come Ossario del Pasubio è un monumento dedicato ai caduti della prima guerra mondiale. Si trova sul Colle Bellavista che domina la Val Leogra, proprio sotto il monte Cornetto, e dal quale si ha una bellissima vista verso il Monte Pasubio, intravedendo anche il Rifugio Achille Papa e sulla pianura.
Dopo la visita, torniamo al bivio e adesso proseguiamo verso il rifugio.
Il sentiero è sempre una comoda strada asfaltata, chiusa al traffico, in questo periodo ricoperta interamente dalle foglie, ed in continua ma leggera salita.
Camminiamo in mezzo al bosco, tra alberi ormai spogli, e con l’unico rumore dato dal calpestio delle foglie.
Ad un certo punto arriviamo al Ponte Tibetano Avis, grande attrazione soprattutto per i bambini.
Durante questa escursione, infatti, era previsto l’attraversamento di questo ponte tibetano, lungo poco più di mt 100 e posto all’altezza di mt 30. Una bellissima esperienza per i bambini ai quali sembrerà di vivere una vera avventura.
Questo ponte è stato aperto al pubblico nel 2016, ed è stato costruito per collegare in maniera più rapida il Pian delle Fugazze con il Rifugio Campogrosso, in sostituzione di un tratto di strada che crollò a causa di una frana.

Perchè Ponte Avis?
E' intitolato così in memoria del tragico evento che, il primo settembre del 1956, avvenne proprio su quella strada.
In seguito al maltempo e ad una manovra errata dell'autista, un pulmino con a bordo 27 persone, precipitò tragicamente nella scarpata.
Quella caduta provocò la morte di 15 persone, mentre i feriti furono 11 che vennero trasportati d'urgenza all'ospedale di Schio.
I medici visto la gravità della situazione, lanciarono immediatamente un appello alla popolazione per una raccolta di sangue. La popolazione rispose con molta generosità, ed in ricordo del tragico evento, i donatori decisero di associarsi costituendo la Sezione Comunale Avis di Schio.

Attraversato il ponte si procede sempre in salita, fino ad andare a ricongiungersi di nuovo con la strada asfaltata.
Questa strada oltretutto, ossia il tratto percorso fino ad ora, e quello poi che porta fino al rifugio, è detta la Strada del Re. Questo appellativo gli è stato attribuito per il fatto che nel 1918 venne inaugurata dal re Vittorio Emanuele III.
Arrivati in località Loffa, il sentiero si fa praticamente pianeggiante e senza fatica, percorrendo l’ultimo tratto anche in discesa, arriviamo al Rifugio Campogrosso.
Nonostante fosse una domenica di novembre, c’era talmente tanta gente che non potete nemmeno immaginare. Noi per questa volta, visto la giornata, avevamo il nostro pranzo al sacco, ma se volete mangiare lì, vi consiglio vivamente di prenotare.
Per tornare, non facciamo la stessa strada di andata, ma prendiamo il sentiero 170 che parte proprio di fronte al rifugio. Le indicazioni riportate sul cartello indicano proprio Pian delle Fugazze.
Partiamo di nuovo in salita, recuperando il piccolo dislivello perso per arrivare al rifugio, su un sentierino nel bosco, fermandoci ogni tanto a giocare con le foglie, per poi proseguire in continua discesa.
Ad un certo punto usciamo dal bosco e ci troviamo ad attraversare una vasta zona prativa, trovando un laghetto ed un bivio, dal quale abbandoniamo il sentiero 170 per prendere il 173 e continuando verso la Malga Boffetal.
Poco dopo siamo già alla malga, sita tra distese di prati verdi e con attorno un panorama incredibile.
I colori dell’autunno facevano contrasto con le cime delle montagne ormai già innevate.
Continuiamo sempre in discesa, su un sentiero nel bosco segnalato solo da qualche segnavia sugli alberi o su dei paletti, arrivando ad incrociare una strada asfaltata.
Bisogna fare molta attenzione ai segnavia, perchè non ce ne sono moltissimi, e a volte incrociando altri sentieri, ci si può trovare nel dubbio su dove procedere.
A quel punto, teniamo la destra e dopo poco arriviamo a Pian delle Fugazze e alla macchina.
Una bellissima escursione, che si può fare o come abbiamo fatto noi, compiendo un giro ad anello, oppure scegliendo di tornare per la stessa strada di andata.
Non molto impegnativa, e posso proprio dire, visto quanti ce n’erano quel giorno, proprio adatta anche per i bambini.
Visto il grande afflusso di gente e il fatto di dover attraversare il ponte, io, solo per comodità, perchè il sentiero lo permetterebbe, consiglierei, se avete bambini piccoli di usare al posto del passeggino, lo zaino portabimbo.
  
Dislivello: mt 448
Tempo di percorrenza: 25 minuti per arrivare all'ossario, altri 25 minuti per arrivare al ponte tibetano, 1 ora per arrivare al rifugio, 2 ore per tornare alla macchina
Lunghezza del percorso: km 13,3 tutto il giro
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