Rifugio Eremo dei Romiti con i bambini in Cadore nel regno delle ciaspole | Dolomitiebambini - Dolomiti & Bambini

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RIFUGIO EREMO DEI ROMITI
Cadore Regno delle Ciaspe: dal 2013 i rifugi del cadore si sono organizzati per offrire un supporto agli amanti delle racchette da neve, dette ciaspole.
Sono presenti numerosi sentieri con escursioni per tutti i gusti e difficoltà, i quali vengono battuti dopo ogni nevicata abbondante e si riconoscono dalla presenza di cartelli riportanti il disegno delle due ciaspe rosse e il numero del percorso.
E noi siamo andati a provare proprio uno di questi, siete pronti a venire con noi?
Con la macchina ci siamo diretti a Domegge di Cadore, seguendo successivamente le indicazioni per i rifugi Padova, Cercenà ed Eremo dei Romiti, per poi scendere verso il lago e attraversando un ponte, portarci nella sponda opposta.
Lasciandoci alle spalle la deviazione per i rifugi Cercenà e Padova proseguiamo ancora dritti  fino a trovare di parcheggi dove lasciare la macchina.
Dal parcheggio inizia questa ciaspolata che porta in cima al Monte Froppa dove si trova l’Eremo dei Romiti, unico convento esistito in Cadore costruito tra il 1720-21.
Partiti con l’idea di fare una ciaspolata, siamo rimasti successivamente delusi dalla situazione neve, che ci ha visto costretti a lasciarle, per l’intero tragitto, sempre appese allo zaino.
C’era invece tanto ghiaccio quindi abbiamo optato per l’uso dei ramponcini.
Imbocchiamo il sentiero 347  procedendo su una larga strada sterrata, in costante salita, fino a trovare un ponticello di legno da attraversare, per superare un ruscello, oltrepassato il quale si trova un bivio, dal quale si può scegliere dove proseguire: se andare dritti quindi continuando sulla carrareccia, oppure abbandonare la strada per imboccare il sentiero nel bosco detto della „Via Crucis“, che rappresenta, almeno d’estate, la via più frequentata e più caratteristica.
Noi per l’andata decidiamo di continuare sulla larga forestale.
Il sentiero si snoda sempre in costante salita, la quale a volte si presenta bella tosta altre meno, intervallata da alcuni tratti dove si può riprendere fiato.
Mano mano che ci alziamo anche il paesaggio cambia, c’è sicuramente più neve, ma mai così tanta da dover usare le ciaspole.
Siamo sempre all’ombra, quindi ogni volta che ci fermiamo il freddo si fa sentire, solo quando cominciamo a vedere delle zone baciate dal sole, oltre che riscaldarci un pochino, ci fanno capire che siamo quasi arrivati.
Un ultimo sforzo ed ecco comparire davanti a noi il Rifugio Eremo dei Romiti (mt 1167).
Nonostante il rifugio sia aperto, per questa volta ci eravamo organizzati con un pranzo al sacco, e comunque se volete mangiare in rifugio bisogna prima prenotare, perché non essendo molto grande fanno presto a riempire la sala.
Ci godiamo intanto il paesaggio sulla valle del Cadore con davanti la piramide aguzza dell’Antelao.
Dopo una pausa ristoratrice, riprendiamo il cammino per la discesa.
Imbocchiamo questa volta il sentiero della “Via Crucis”, inoltrandoci su un sentierino in mezzo al bosco, dove si possono trovare lungo il tragitto le quindici stazioni della Via Crucis, in legno intagliato e decorato.
Intrapresa una prima piccola parte di discesa, quindi ancora vicino al rifugio, si può vedere un meraviglioso capitello in muratura con affreschi; tenendocelo sulla destra, continuiamo in decisa discesa, procedendo a tornanti fino a ritrovare il bivio dell’andata.
Svoltiamo a sinistra, attraversiamo nuovamente il ponticello di legno ed in poco tempo arriviamo alla macchina.
I due sentieri come lunghezza quasi si equivalgono, anche se non sembra. Mentre il primo però ogni tanto ha dei tratti dove riprendere fiato, l’altro invece è una continua salita.
Dislivello: mt 500
Lunghezza del percorso: km 6 tutto il giro
Tempi di percorrenza: 1 ora e 40 minuti la salita; 1 ora la discesa
Cartografia: Tabacco 1:25.000, Foglio 016, Dolomiti del Centro Cadore
Escursione Invernale: informarsi circa l’evoluzione del manto nevoso nell’ultimo periodo in modo da prepararsi con la giusta attrezzatura; consultare i Bollettini Valanghe emessi dagli organi preposti.
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