RIFUGIO MALGA CAVALLERA
17 Febbraio 2026
Ci sono itinerari che non puntano alla vetta più alta,
ma regalano qualcosa di altrettanto prezioso: la sensazione di entrare in un
angolo autentico di Dolomiti, dove il tempo sembra rallentare e il silenzio
della montagna torna protagonista. L’escursione che da Sarasin, piccola
località di Gosaldo, conduce al Rifugio Malga Cavallera e al Bivacco Menegazzi
è una di queste. Camminare tra boschi imbiancati, ascoltare il silenzio
ovattato della montagna e raggiungere due strutture simbolo della zona regala
un’esperienza che rimane impressa a lungo.
In macchina, raggiunto Agordo, si prosegue seguendo le
indicazioni per Gosaldo lungo la SP347 del Passo Cereda. La strada sale con
alcuni tornanti verso la frazione Don per poi continuare fino al centro di
Gosaldo. Da qui si prosegue ancora per qualche minuto fino alla località
Sarasin, dove è possibile lasciare l’auto in uno dei posti a bordo strada, proprio
in corrispondenza dell’inizio del sentiero.
La partenza da Sarasin avviene in un’atmosfera che sa
di montagna autentica: poche case, il freddo pungente del mattino e il sentiero
720 che, fin da subito si impenna con una salita decisa lungo una stradina
asfaltata.
Si superano alcune abitazioni e si continua a guadagnare quota fino a raggiungere la località Domadore (mt 1326), dove un bivio invita a tenere la destra, seguendo sempre il sentiero 720.
Qui si trova anche un piccolo parcheggio, utile per
chi desidera accorciare l’escursione o ridurre il dislivello.
Da questo punto in poi l’asfalto lascia spazio a un
sentiero completamente innevato, reso evidente da una traccia battuta.
La salita rimane costante, mai estrema, ma la neve
aggiunge quella dose di impegno che rende il cammino più lento e meditativo.
Si raggiunge così Pra de la Forca (mt 1418), dove un
nuovo bivio permette di scegliere tra un tratto più breve ma ripido, oppure –
come facciamo noi – una salita più dolce che allunga leggermente il percorso.
Ci si inoltra così nel cuore del bosco, tra faggi e
abeti carichi di neve, accompagnati solo dal rumore ovattato degli scarponi che
affondano nel manto nevoso.
Ogni tanto, tra i rami, si aprono scorci sulla valle
sottostante e sulle cime circostanti, dove il sole fatica a filtrare e crea
giochi di luce che cambiano a ogni passo.
Superato il bosco, il paesaggio si apre sulle radure
che precedono il Rifugio Malga Cavallera. La tentazione di raggiungerlo subito
è forte, ma decidiamo di proseguire prima verso il Bivacco Menegazzi. Quando
ormai il rifugio sembra a portata di mano, abbandoniamo il sentiero principale
per seguire una traccia che si stacca sulla destra. Il percorso piega
leggermente a destra fino ad arrivare in località La Pianela (laghetto d’erba)
(mt 1704). Da qui, tenendo la sinistra e seguendo una traccia evidente, si risale
un pendio imbiancato.
La montagna qui mostra il suo lato più selvaggio: il
bosco si apre, i prati d’alta quota sono completamente ricoperti e il vento
solleva piccoli cristalli che brillano al sole. La salita è più faticosa,
complice l’assenza di una traccia ben definita, sostituita solo dalle orme di
chi è passato prima di noi.
Il Bivacco Menegazzi (mt 1737) compare all’improvviso,
una piccola struttura che spicca nel bianco circostante, quasi un rifugio
fiabesco per chi cerca riparo o semplicemente un luogo dove fermarsi ad
ammirare il panorama.
Dal bivacco la vista è ampia e pulita: le cime
sembrano più vicine, il silenzio è totale e la neve amplifica ogni sensazione.
Sito in località Pian Lonch, offre una vista panoramica sulle
pareti nord del Piz di Sagron, dei Monti del Sole e delle Vette Feltrine.
La giornata è splendida, anche se un po' ventosa, e
decidiamo di fermarci qui per la pausa pranzo. Ci sediamo al tavolo con panche
situato appena fuori dal bivacco, circondato da una piccola recinzione in legno
che rende l’atmosfera quasi da casetta delle favole.
Terminata la sosta, riprendiamo il cammino in
direzione del rifugio. Una traccia che parte leggermente sulla destra rispetto
al bivacco scende lungo un sentiero stretto, dove la neve è ancora abbondante.
La discesa si fa via via più ripida, fino a portarci proprio dietro al Rifugio
Malga Cavallera (mt 1679).
In inverno la malga appare come un piccolo presidio di
calore in mezzo al bianco: il tetto innevato, le recinzioni semi sommerse e un
silenzio che avvolge tutto. Ci concediamo una pausa con qualcosa di caldo e una
veloce merenda, godendoci la quiete e le Pale di San Martino che emergono
nitide contro il cielo invernale.
E’ tempo di rientrare!
Usciti dal rifugio, scendiamo gli scalini che ci sono
di fronte all’ingresso e imbocchiamo il sentiero che parte poco sotto.
Anche per il ritorno scegliamo di non prendere la
variante più breve che si stacca a destra, ma di seguire fedelmente il
tracciato dell’andata, lasciandoci accompagnare ancora una volta dal silenzio
della neve.
L’escursione invernale al Rifugio Malga Cavallera è un itinerario che unisce semplicità e
magia. Non richiede difficoltà tecniche elevate, ma chiede rispetto per
l’ambiente e attenzione alle condizioni della neve. In cambio offre una
giornata immersa in un paesaggio che, d’inverno, diventa quasi fiabesco: boschi
silenziosi, radure immacolate e due strutture che sembrano fatte apposta per
accogliere chi ama la montagna nella sua veste più pura.
È un percorso ideale per chi vuole vivere la montagna
d’inverno senza affrontare itinerari estremi, ma desidera comunque respirare
quell’atmosfera unica che solo la neve sa regalare. Un’escursione che resta nel
cuore e che, una volta tornati a valle, lascia la voglia di ripeterla ancora.
Dislivello: mt 585
Lunghezza del percorso: km 9,6 tutto il giro
Tempo di percorrenza: 30 minuti da Sarasin alla località Domadore, 1 ora e mezza per il Bivacco Menegazzi, 20 minuti per il Rifugio Malga Cavallera, 1 ora e 20 minuti per tornare al parcheggio
Cartografia: Tabacco 1:25.000, Foglio 22, Pale di San Martino
Escursione Invernale: informarsi circa l'evoluzione del manto nevoso nell'ultimo periodo in modo da prepararsi con la giusta attrezzatura; consultare i Bollettini Valanghe emessi dagli organi preposti.
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