RIFUGIO MARIO VAZZOLER
18 Agosto 2025
Un’escursione da non perdere nelle Dolomiti
Agordine vicino ad Agordo è quella al Rifugio Mario Vazzoler.
In macchina una volta raggiunto Agordo bisogna
proseguire verso Listolade per poi prendere la stretta stradina asfaltata che
in pochi chilometri, incanalandosi nella Val Corpassa, porta al Rifugio Capanna
Trieste (mt 1135), sito nel cuore delle Dolomiti, vicino alla Torre Trieste e
alla Cima Bussazza, mete emblematiche del gruppo del Civetta-Moiazza.
Vicino al rifugio si trova un ampio parcheggio gratuito dove poter lasciare la macchina.
Imboccata la strada forestale che parte dietro
al rifugio si inizia dolcemente a salire.
La salita è sempre continua senza mai essere troppo impegnativa, mentre sulla sinistra accompagna il dolce scorrere del torrente.
Ad un certo punto si apre un piccolo spiazzo dove si trova un ponticello che permette di attraversare il torrente e portarsi sull’altra sponda.
Da adesso in poi il sentiero si sviluppa a tornanti. Ogni tornante è, non solo numerato ma riporta anche l’altitudine a cui si è arrivati. Volendo ci si può tenere a mente più o meno quanto manca.
Dopo circa km 2 si arriva in località Sass della Dispensa (mt 1435) dove si trova un bivio dal quale verso destra si proseguirebbe verso il Rifugio Carestiato (sentiero Alta Via 1 delle Dolomiti) mentre si continua fedelmente sulla forestale potendo sempre ammirare la bellissima mole della Torre Trieste che fa compagnia da quando si è partiti.
La salita è sempre continua senza mai essere troppo impegnativa, mentre sulla sinistra accompagna il dolce scorrere del torrente.
Ad un certo punto si apre un piccolo spiazzo dove si trova un ponticello che permette di attraversare il torrente e portarsi sull’altra sponda.
Da adesso in poi il sentiero si sviluppa a tornanti. Ogni tornante è, non solo numerato ma riporta anche l’altitudine a cui si è arrivati. Volendo ci si può tenere a mente più o meno quanto manca.
Dopo circa km 2 si arriva in località Sass della Dispensa (mt 1435) dove si trova un bivio dal quale verso destra si proseguirebbe verso il Rifugio Carestiato (sentiero Alta Via 1 delle Dolomiti) mentre si continua fedelmente sulla forestale potendo sempre ammirare la bellissima mole della Torre Trieste che fa compagnia da quando si è partiti.
Imponente pilastro
roccioso delle Dolomiti, noto per la sua forma slanciata e la vertiginosa
verticalità. La Torre Trieste è definita dal suo aspetto a “torre” o
“obelisco”, con una base larga che si assottiglia verso la cima. Le sue pareti
vertiginose raggiungono i 700-900 metri di altezza.
Arrivati in località Pian delle Taie (mt 1625)
dove si trova il bivio che porterebbe al Rifugio Torrani, e al Bivacco Ghedina,
terminano anche la serie di tornanti.
Si attraversa un piccolo corso d’acqua e con un magnifico anfiteatro roccioso del Civetta sulla destra, continua la salita.
Si attraversa un piccolo corso d’acqua e con un magnifico anfiteatro roccioso del Civetta sulla destra, continua la salita.
Si arriva così nel punto in cui la forestale si
divide. A destra si proseguirebbe verso il Rifugio Tissi per poi arrivare fino
al Lago e Rifugio Coldai, mentre a sinistra un grande cartello di Benvenuto
porta a fare gli ultimi metri verso il Rifugio Mario Vazzoler (mt 1714).
Sito sul Col Negro di Pelsa, nel cuore delle
Dolomiti, alle pendici del gruppo del Civetta, si gode di una bellissima vista
sul versante occidentale della Moiazza, le Torri Venezia e Trieste, i Cantoni
di Pelsa e la Busazza.
Vi aspettano numerosi tavoli all’aperto dove
potersi sedere per gustare un buon piatto tipico.
Prima di rientrare non
fatevi mancare la visita al Giardino botanico alpino Antonio Segni, un’area
dedicata alla flora dolomitica. Un giardino botanico voluto e realizzato nel
1968 dalla sezione Conegliano del Clun Alpino Italiano.
Un’area di interesse
naturalistico che copre una superficie di circa 5000 metri quadrati, estesa
poco più a valle del Rifugio Vazzoler.
Il giardino botanico si
compone di due sezioni separate: la prima è lasciata volutamente incolta e
rappresenta la flora che naturalmente cresce in questo luogo; la seconda
inscena invece l’ambiente d’alta montagna mediante il posizionamento in loco di
rocce che ospitano la vegetazione d’alta montagna che cresce spontaneamente ad
alta quota sul Monte Civetta.
Il ritorno avviene
sullo stesso sentiero di andata.
Dislivello: mt 580
Lunghezza del percorso:
km 8,5 tra andata e ritorno
Tempo di percorrenza: 2
ore fino al Rifugio Vazzoler
Cartografia: Tabacco
1:25.000, Foglio 15, Marmolada, Pelmo, Civetta, Moiazza
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