Sentiero degli Abeti Giganti con i bambini tra tronchi enormi, profumo di resina e un bosco che sembra non finire mai | Dolomitiebambini - Dolomiti & Bambini

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SENTIERO DEGLI ABETI GIGANTI
25 Aprile 2026
Val Noana: la valle che sorprende senza fare rumore
La Val Noana è uno di quei posti che ti fanno dire “torniamoci presto”. Il Sentiero degli Abeti Giganti è una passeggiata facile e adatta ai bambini, capace di stupire anche gli adulti grazie a questi colossi verdi che da secoli vegliano sulla valle. Tra tronchi enormi, profumo di resina e un bosco che sembra non finire mai, i piccoli esploratori si sentono davvero dentro un mondo speciale.
Questa valle laterale del Primiero è un piccolo tesoro nascosto, dove la natura si mostra in tutta la sua autenticità. Appena ci si addentra, il paesaggio cambia: le pareti rocciose si stringono, il torrente Noana scorre vivace accanto al sentiero e il bosco diventa un abbraccio verde che invita a rallentare. È un luogo semplice, genuino, perfetto per le famiglie che cercano una giornata all’aria aperta senza troppa fatica ma con tanta meraviglia.
La Val Noana sorprende proprio per questo: perché non ha bisogno di grandi effetti speciali. Sono i ponticelli in legno, le cascatelle improvvise, i giochi di luce tra gli alberi e la quiete del bosco a trasformare una passeggiata in un’avventura. E in questo scenario così naturale e protetto, gli Abeti Giganti diventano i veri protagonisti: alberi monumentali che raccontano storie antiche e che regalano ai bambini la sensazione di trovarsi davanti a creature magiche.
Come arrivare: la Casina Forestale di Valpiana
 
Una volta raggiunto Mezzano si seguono le indicazioni per la Val Noana: la strada sale dolcemente, costeggia il torrente e attraversa un paesaggio sempre più selvatico e suggestivo.
 
E’ asfaltata ma stretta, tipica delle strade di montagna, ed è la stessa che porta al Rifugio Fonteghi. Superati i cinque tornanti, all’altezza di un capitello, si svolta a destra seguendo le indicazioni per il Sentiero degli Abeti Giganti. Si prosegue ancora per circa un chilometro fino ad arrivare alla Casina Forestale  di Valpiana (mt 1125), dove si trova un comodo spiazzo per parcheggiare.
 
Proprio qui, all’inizio dell’escursione, vi accoglie una splendida scultura in legno di un abete secolare, opera di Giuseppe Zeni chiamata “el Boschiér” (tradotto il boscaiolo), che sembra dare il benvenuto ai visitatori.
Due varianti per tutti: anello corto o anello lungo
Il sentiero offre due varianti, entrambe ben segnalate. La partenza è la stessa, così come un primo tratto del percorso. Poi, a un bivio, si può scegliere:
Anello corto – circa 3 km Perfetto per famiglie con bambini piccoli o per chi vuole una passeggiata rilassante. Una volta tornati al punto di partenza, ci si può godere il resto della giornata nei tavoli da pic-nic disponibili.
Anello lungo – circa 8,5 km È quello che abbiamo scelto noi. Più impegnativo, ma ricco di soddisfazioni. Ideale per bambini più grandicelli, che possono anche leggere le tabelle informative sugli alberi e sul territorio.
Il percorso: tra boschi, salite toste e panorami da cartolina
Dal parcheggio si tiene la destra e si seguono i primi cartelli. La passeggiata inizia con una leggera salita nel bosco, fino alla prima delle tante tabelle informative che raccontano dimensioni e curiosità sugli abeti monumentali.
Si prosegue senza fatica tra falsopiani, leggere discese e piccole salite, attraversando la Valle Carbonère. Dopo circa 1,6 km si arriva al bivio dove si può scegliere se fare l’anello corto o quello lungo: noi teniamo la sinistra per l’anello lungo.
Da qui la musica cambia: la salita diventa più decisa e il sentiero prende quota rapidamente con una serie di tornanti, fino ad arrivare ad un punto panoramico con panchina invita a fermarsi, respirare e godersi la vista.
Si riparte sempre nel bosco, dove la salita continua a farsi sentire. Un tratto particolarmente ripido porta quasi al culmine del giro. Poco dopo, i cartelli indicano la discesa: anche qui il sentiero non scherza, con un tratto ripido che richiede attenzione.

Val dei Ponti e Posa dell’Ors: natura allo stato puro
Usciti dal bosco si incrocia una strada sterrata: si tiene la destra seguendo le indicazioni per il Sentiero degli Abeti Giganti e per Malga Coston di Val Stua.
La forestale è ampia e piacevole, e attraversa la suggestiva Val dei Ponti. Si arriva poi alla Posa dell’Ors (1348 m), dove una piccola pozza d’acqua in mezzo alla foresta, evoca la storica presenza dell’orso, spesso incluso nelle escursioni verso Malga Val Stua di Sopra e il Monte Pavione.
Verso Malga Coston: il panorama che ripaga ogni fatica
Seguendo sempre le chiare le indicazioni, si tiene prima la sinistra e poi la destra, ricominciando a salire verso la malga. Usciti dal bosco, il panorama si apre all’improvviso regalando uno scenario fantastico: distese di prati verdi punteggiati di crochi fanno da contrasto alle alte cime, sullo sfondo, ancora parzialmente innevate.
Poco più in alto appare Malga Coston di Val Stua (1394 m). Il suo ampio pascolo, ai piedi del Monte Pavione, è il punto più panoramico dell’intero giro. Proseguendo dietro la malga si può godere di una vista a 360° su Pale di San Martino, Lagorai e Vette Feltrine.
È il luogo perfetto per il pranzo al sacco: silenzio, aria fresca e una bellezza che riempie gli occhi.
Il rientro: tra forestali e ultimi tratti nel bosco
Il giro prosegue prendendo la forestale di fronte alla malga. Si scende attraversando il Boal dei Canalini, poi si affronta un’ultima breve salita prima di scendere fino a incrociare la Strada Forestale Piansignor – Pian de le Vederne, nei pressi della Baracca Piansignor.
Si tiene la destra proseguendo sulla forestale, ma attenzione: a un certo punto bisogna abbandonarla e rientrare su un sentierino nel bosco. L’ultimo tratto in leggera salita riporta alla Casina Forestale, chiudendo così un anello davvero spettacolare.
Dislivello: mt 515
Lunghezza del percorso: km 8,5 tutto il giro
Tempi di percorrenza: 1 ora per il primo punto panoramico, 1 ora e 15 minuti per Malga Coston di Val di Stua, 1 ora per tornare al parcheggio
Cartografia: Tabacco 1:25.000, Foglio 23, Alpi Feltrine, Le Vette – Cimonega
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