Rifugio Bonner e Corno di Fana con i bambini in una delle escursioni più panoramiche da fare in Val Pusteria | Dolomitiebambini - Dolomiti & Bambini

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RIFUGIO BONNER E CORNO DI FANA
11 Agosto 2023
Una delle escursioni più panoramiche da fare in Val Pusteria e precisamente a Dobbiaco è quella al Rifugio Bonner (Bonner Hutte) e al Corno di Fana (Pfannhorn), dalla cui cima si può ammirare un panorama a 360 gradi.
In macchina una volta arrivati a Dobbiaco bisogna seguire le indicazioni per la Valle San Silvestro ed inoltrarsi lungo la valle; proseguendo sempre dritti ed ignorando lungo la strada una svolta a desta che porterebbe al parcheggio Schoneggen-Sage, da dove parte invece il sentiero per la Malga San Silvestro (LEGGI QUI), si arriva in località Gandelle (Kandellen) dove si trovano vari parcheggi gratuiti per poter lasciare l’auto e i primi cartelli che indicano dove andare.

Zaini in spalla e seguendo il sentiero 25 verso il Rifugio Bonner si inizierà a procedere fin da subito in salita camminando su una stradina asfaltata.

Dopo circa km 1 la strada diventa sterrata; si continuerà ancora un pochino fino ad arrivare ad un ponte con alla sinistra una bellissima cascata, oltrepassato il quale ci si troverà ad un primo bivio dal quale è indicato per il Rifugio Bonner sia a destra che a sinistra. All’andata si continua verso destra seguendo sempre il sentiero 25, l’altro verrà percorso al ritorno.
Continuando su larga e comoda forestale in decisa salita, ma per fortuna abbastanza ombreggiata dagli alberi, dopo alcuni ampi tornanti si arriva ad un altro bivio; il Rifugio Bonner è di nuovo indicato in entrambi le direzioni.
Andando dritti e seguendo la forestale si procederebbe in salita con una pendenza del 17%; prendendo invece il sentiero verso sinistra, la salita sarebbe del 28% (dati indicati nei cartelli).
Teniamo la sinistra e praticamente salendo quasi in verticale e superando, senza comunque nessun problema, anche qualche albero schiantato, si arriva davanti ad un cancello che delimita la zona pascolo. Lo si oltrepassa e accompagnati dalle mucche, quel giorno ce n’erano veramente tante, si continua il cammino.
Alzando lo sguardo riuscirete già a intravedere il rifugio, sito sotto la cima del Corno di Fana, subito vi verrà da pensare di essere quasi arrivati invece ci vorrà ancora un pochino.
Nel frattempo si è aperto anche un panorama fantastico, e continuando sempre su sentiero largo ed agevole in un continuo e lungo zigzag finalmente si arriverà al Rifugio Bonner (mt 2340).
Arriviamo che è tarda mattina e ci concediamo uno spuntino con dei buoni succhi e delle fette di torta prima di continuare il giro.
Seduti nella terrazza con una bellissima giornata di sole ricarichiamo le energie.
Seguendo sempre il sentiero 25 si riprende il cammino questa volta verso il Corno di Fana, una montagna dei Monti del Villgraten nelle Alpi dei Tauri Occidentali alta mt 2663, al confine con l’Austria.
La salita è di nuovo bella tosta e per la maggior parte si sviluppa con gradini di legno, si troveranno all’inizio ed anche lungo il sentiero.
Ad un certo punto, durante la salita, bisognerà tenere la destra continuando a camminare in cresta fino ad arrivare in cima al Corno di Fana (mt 2663) dove si trova la croce di vetta. Lungo questo tratto volgendo lo sguardo verso sinistra si potranno vedere alcune casermette difensive italiane risalenti al periodo precedente la seconda guerra mondiale; queste si trovano in posizione strategica, ovvero erano difficilmente osservabili dal nemico.
Una volta arrivati in cima si resta veramente a bocca aperta dallo spettacolo circostante.
Si possono vedere le Tre Cime di Lavaredo, la Croda Rossa, la Croda dei Baranci, Plan de Corones oltre che ad altre tantissime cime, fino ad arrivare a vedere perfino il Grossglockner. Uno spettacolo puro!
Arriviamo che è ora di pranzo quindi, complice la bellissima giornata di sole e la quasi completa assenza di vento, decidiamo di mangiare lì i nostri panini per poi ripartire.
Per tornare potrete fare la stessa strada dell’andata oppure, come abbiamo fatto noi, prendere il sentiero 8 verso la Forcella Bocchetta di Fana.
Tenendosi la croce di vetta alle spalle e guardando nella direzione da dove si è arrivati, bisognerà procedere leggermente verso destra, seguendo uno stretto sentierino che, in continua discesa e per la maggior parte esposto, non adatto se si soffre di vertigini, e non molto agevole in quanto si cammina in mezzo a pietraia porta prima a passare proprio vicino alle casermette difensive italiane di cui vi parlavo prima e poi, procedendo oltre alla Forcella Bocchetta di Fana (mt 2511).
Qui si trova un bivio dal quale bisognerà tenere la sinistra, seguendo comunque le chiare indicazioni, per la Bergalm.
Prendendo quindi il sentiero 25A e procedendo ancora in discesa in mezzo a verdi pendii, affiancati dallo scorrere dell’acqua, e con in lontananza la vista anche sul Lago di Dobbiaco, si arriva alla malga (mt 2090) che però è privata quindi non adibita a ristoro.
Superata anche la piccola malga dal panorama eccezionale, il sentiero diventa nuovamente una larga strada forestale; lungo la discesa ad un certo punto vedrete sulla destra un piccolo cancelletto in legno, si oltrepassa e dopo aver attraversato un ponticello che porta sulla sponda opposta del corso d’acqua, si continua ancora con un ultima tostissima discesa fino a sbucare sul sentiero di andata, che si dovrà ripercorrere fino a tornare al parcheggio e alla macchina.
Un bellissimo giro ad anello, super panoramico, ma non facile, non per la difficoltà dei sentieri quanto per la lunghezza e il dislivello. Solo per arrivare al Rifugio Bonner sono mt 760 di dislivello ai quali bisogna sommare quelli per arrivare al Corno di Fana, arrivando così ad un totale di mt 1.090.
Una fatica che comunque verrà ampiamente ricompensata!

Dislivello: mt 1090
Lunghezza del percorso: km 12,2 tutto il giro
Tempo di percorrenza: 2 ore per il Rifugio Bonner; 1 ora e 15 minuti per il Corno di Fana; 20 minuti per la Forcella Bocchetta di Fana; 45 minuti per la Bergalm; 1 ora per tornare al parcheggio;
Cartografia: Tabacco 1:25.000, Foglio 010, Dolomiti di Sesto
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